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Cari amici, Con questo diario i nostri volontari impegnati in questi giorni nella missione in Ecuador
vogliono farvi vivere ogni momento della loro esperienza mandandoci ogni settimana (quando si riesce
a mettersi in contatto) loro notizie e piccoli aggiornamenti sulle attività che stanno svolgendo.
Speriamo che questo possa farvi sentire ancora più partecipi a questo nostro cammino insieme.
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Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2009
ora: 17.30 circa
Un uomo saggio una volta mi suggerì di fissare nel cuore 3 foto, il resto
dell’esperienza rimane comunque vita vissuta e ogni tanto lo si può raccontare.
La prima è la foto di una bimba di qualche mese, Anita Maria, che tenevo in braccio
cullandola e canticchiando qualcosa; era seria, due occhi grandi e profondi, neri, che mi
guardavano. Sorridevo, come si fa ai bimbi piccoli, lei no ma neppure piangeva, non mi
sembrava spaventata, era seria. Dopo qualche momento ho dovuto distogliere lo sguardo, non
riuscivo a guardarla negli occhi e sorriderle perché si susseguivano una serie di
pensieri ed emozioni, secondo la mia logica da giovane gringa e i miei pregiudizi verso i
poveri. Ho deglutito e ricominciato a sorriderle, guardandola negli occhi e prendendole la
manina; non c’era da pensare ma essere lì con lei: era una bimba, si chiamava Anita
Maria, le sue piccole dita erano identiche a quelle di tutti gli altri bimbi che avevo tenuto
in braccio finora, la cosa migliore da fare era volerle bene, e per qualche minuto
finché la tenevo in braccio, guardarla negli occhi. La seconda, l’oceano. Per un
motivo o per un altro andavo sulla spiaggia almeno una volta al giorno e mi è
capitato di conversare con tante persone: con Renzo, Marta e Giovanna, perché è
importante condividere con amici esperienze così preziose e a volte da queste
nascono amicizie profonde; con Teresita, perché per comunicare sono sufficienti
alcune parole in ecuadoriano e la sua mano stretta non alla sua carrozzella ma alla mia
mano; con Maria, perché “è bello tornare a casa passando per la
spiaggia, così le preoccupazioni, per i tanti problemi della nostra gente qui, per
qualche attimo lasciano posto alla serenità portata dalla brezza, quasi che Dio mi
parla e mi dice quello che cerco”; con il papà, perché mi accorgo di quali
sono le cose che contano e quanto sono fortunata; con me stessa, perché posso
guardare il mondo con meraviglia e anche se non capirò mai tutto posso comunque fare
la mia parte; con il Signore, perché a volte bisogna ringraziare, altre chiedere ed
altre ancora stare in silenzio ed ascoltare; con le signore diabetiche e i ragazzi
dell’oratorio; perché “il nostro impegno – di accompagnare ed educare – riesce se noi
abbiamo la capacità di accettare l’altro, che non è povero, ma è
diverso da te. Il povero lo consideriamo sempre inferiore… lo aiutiamo, lo accettiamo, gli
vogliamo bene perché è povero, cioè inferiore a te… l’altro
difficilmente lo mandiamo giù perché è uguale a te e molte volte ha
la pretesa di saperne di più di te (e, guarda caso, in molti casi è vero!)”.
La terza foto è la casa di Mauro e Maria, come tutte le altre del “barrio Jome”,
in mezzo alle altre, semplice e curata perché sia sempre accogliente a chi entra,
con la porta che raramente è chiusa e spesso piedini impolverati e occhietti curiosi
si affacciano da dietro lo stipite, con un grande tavolo per condividere il pranzo con gli
operai… Tante volte siamo rimasti senza corrente, quindi senza luce ed acqua, mai sono
mancate le persone e i bimbi che passavano in casa, per chiedere aiuto o ascolto, ma anche
per salutare o donare qualche cosa del loro niente, preparato per noi!
Maria
L’attività ginecologica nell’ultima settimana di missione è stata
principalmente ecografica, in quanto le ridotte risorse economiche non permettono alle
donne dei due paesini di pescatori di accedere all’ecografia nei centri privati.
Personalmente porto il ricordo dei sorrisi delle donne che scoprivano di essere in
attesa di un figlio e quello delle signore in gravidanza inoltrata che potevano vedere
il proprio figlio/figlia per la prima volta.
Giancarlo
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data aggiornamento: 07 novembre 2009
ora: 23.59 circa
Venerdì 30 ottobre mi sono trasferita da San Mateo a Quito,
Renzo è rimasto a San Mateo per la nostra attività con i diabetici.
Sabato 31 ottobre sono arrivati a Quito i medici e Maria Paganini che ora è a San Mateo
con Renzo dagli amici del Mato Grosso.
Il 2 novembre è iniziata la missione medica e nonostante a Quito fosse festa il 2 e il 3
novembre abbiamo tenuto aperto il centro medico di Cochapamba e lavorato; si rivedono pazienti
di Cochapamba nord, sud e di Osorio. Vengono anche persone che non erano mai venute e siamo
contenti che approfittino della nostra presenza.
Alla missione sono presenti Giancarlo per ginecologia, Carmela per medicina generale; alcuni
medici di Quito, amici di sempre, mettono a disposizione alcune giornate per pediatria: qui ci
sono tantissimi bambini e la collaborazione dei pediatri è preziosa.
Trovo anche la disponibilità di questi ultimi per lavorare al centro medico il sabato
mattina....che bello!!!!!!!!!!!!!
Riguardo a cardiologia e odontoiatria è interessante sottolineare che prosegue la
collaborazione tra il centro medico di Cochapamba e la UTE - Università Tecnologica
Equinoziale. È una grande opportunità per questi quartieri e così
il centro medico è sempre aperto.
Con i medici siamo ospiti nella casa delle sorelle del Cottolengo, ci troviamo molto bene e
continua la tradizione di trovarci in cappella per lodare e ringraziare il Signore per
l'esperienza che stiamo vivendo e per tante altre cose...... unico dispiacere è la mancanza di padre Cornelio che è a Puellaro (circa 1 ora
e mezza da Quito).
Come ho già scritto siamo stati 5 giorni con lui al nostro arrivo in settembre ed ora
andremo di nuovo a salutarlo prima di partire. Ci sentiamo uniti a Cornelio nella preghiera
nonostante viviamo in due case diverse e credo che padre Carollo sia con noi e tuttora ci
motivi con la sua presenza e le profonde riflessioni di cui ancora ci nutriamo.
Il prossimo aggiornamento di chiusura sarà di Carlo per la missione medica e di Maria
per San Mateo.
Un bacio a tutti quelli che ci seguono e grazie!!!!!!!!!!!!!!
Luisa
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data aggiornamento: 24 ottobre 2009
ora: 15.15 circa
Stiamo lavorando sempre con le signore diabetiche, più altre persone che partecipano
all'attività motoria per promuovere uno stile di vita salutare. Il gruppo è di 26
persone e sono tutte molto costanti nella presenza. Stiamo parlando anche molto di
alimentazione appropriata in caso di diabete e non ed il medico diabetologo che segue le
signore da Manta si è congratulato con noi per aver già notato effetti benefici
sulle pazienti. Per questa ragione prossimamente verranno mandati qui degli studenti tirocinanti
di medicina per fare delle conferenze sull'alimentazione. La nostra scomessa è quella
che,anche quando saremo tornati a casa, le signore continuino l'attività e quindi stiamo
lavorando molto per motivarle all'autogestione. Vi manderemo le prossime notizie a metà
della missione medica; oltre a Giancarlo come ginecologo e Carmela come medico generale, avremo
la collaborazione di amici medici di Quito (pediatra e cardiologo) che lavoreranno con noi e
porteranno dei farmaci per offrirli ai pazienti. L'ultima notizia è che Cornelio è
passato a dormire nella casa nuova ed ha finalmente fatto la doccia calda!
A presto,
Luisa e Renzo.
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data aggiornamento: 11 ottobre 2009
ora: 14.45 circa
La nostra attività con i diabetici continua molto bene. Abbiamo avuto molta
soddisfazione in questi giorni perché le signore che partecipano all'attività
motoria sono ora 25 -26 (dalle 3 iniziali) e si sono appassionate molto, tanto che spesso
portano con loro i figli ed il cane a fare la passeggiata in spiaggia. Da qualche
giorno si sono aggiunte anche delle signore non diabetiche che sono state coinvolte a
praticare l'attività per migliorare la salute e lo stile di vita.
Le camminate a giorni alterni sulla spiaggia dell'oceano Pacifico sono molto suggestive:
la marea che scende ogni 6 ore scopre ogni giorno nuove forme scolpite dalla natura,
grosse conchiglie e granchi rossi e grandi.
Qui a San Mateo la pesca è l'attività principale degli abitanti (se non l'unica)
ed i ragazzi appena diventano maggiorenni iniziano a fare i pescatori, abituandosi da subito
alla dura vita di stare 15-20 giorni in barca in alto mare. Quest'anno la pesca è
più abbondante ed è molto interessante vivere di persona e coinvolgere
le signore del posto all'arrivo del carico di pesce che viene poi scaricato a riva,
pesato e pulito prima della vendita.
Ci sono tonni, pesce spada, pescecane (tiburones)...
Nel tempo libero andiamo a prendere a casa e portiamo in spiaggia anche i disabili in
carrozzina che raramente lasciano l'abitazione e vivono con entusiasmo ogni occasione di
uscire.
Stiamo anche visitando qualche diabetico a domicilio ed un signore con esiti di ictus per
cercare di convincerli a fare attività motoria e provare qualche attività di
tipo occupazionale per migliorare la loro qualità della vita, ma dobbiamo ammettere
che è un lavoro molto difficile perché incontriamo molte barriere psicologiche
nei malati.
Siamo stati a Bahía da padre Pedro ed abbiamo visitato i suoi progetti sui quali
rifletteremo per vedere se possiamo sostenerlo in qualche modo. Abbiamo avuto anche la
visita di Marta di Tosagua mercoledì scorso per una riunione sulla realtà del
centro medico Cielos Nuevos.
Oggi è domenica: io mi sono dedicata alle pulizie di casa e Renzo sta aiutando
Mauro nella preparazione degli impianti elettrici nelle casette, per accelerare il lavoro
degli operai.
A presto con le nuove notizie...
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data aggiornamento: 04 ottobre 2009
ora: 15.00 circa
Come da programma abbiamo iniziato l'attività motoria con le signore diabetiche tutte le mattine dal martedì al venerdì. Alterniamo l'attività facendo una mattina la ginnastica in un'aula grande vicina alla parrocchia e l'altra mattina portando le signore a fare una passeggiata a ritmo sostenuto sulla spiaggia, con qualche esercizio per le braccia e per la respirazione prima del rientro. Il nostro scopo è quello di insegnare in modo semplice gli esercizi ed i loro benefici alle pazienti, in modo da offrirgli lo stimolo e la capacità di continuare da sole l'attività motoria al nostro ritorno.
Il lunedì mattina viene provata a tutti la glicemia a digiuno ed il mercoledì è presente una dottoressa di Manta per eseguire eventuali controlli.
Il giovedì pomeriggio collaboriamo anche con l'attività motoria già avviata da volontari e catechisti con 2 gruppi di disabili (adulti e bambini) e spesso accompagniamo qualche ragazzo in carrozzina a fare una passeggiata rigenerante sulla spiaggia.
Il primo ottobre c'è stata la benedizione ufficiale dell'ospedale “Un canto a la vida” a Quito; ci ha rappresentati Luca Polloni, nipote di padre Carollo, raccontandoci che la giornata è stata molto bella e che ci verrà consegnata una copia delle fotografie e del video della celebrazione.
La prossima settimana andremo a Tosagua per un incontro finalizzato a sapere come continua l'attività nel centro medico “Cielos Nuevos”. Poi saremo a Bahía de Caráquez per visitare padre Pedro, un missionario spagnolo col quale abbiamo già collaborato, per conoscere meglio i suoi progetti e rilevare eventuali necessità.
Vi salutiamo raccontandovi che questa mattina alle 5 am ha bussato alla porta di casa un signore che vende il pane di casa in casa e dato che mancava la luce, ho vissuto la poetica esperienza di comprare il pane caldo a lume di candela alle 5 di mattina. Anche questa è l'essenzialità di vita che questa esperienza ci offre.
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data aggiornamento: 27 settembre 2009
ora: 14.45 circa
Siamo arrivati a Quito il pomeriggio del 18 settembre e ci siamo subito trasferiti nel paesino di Puellaro da padre Cornelio, a circa un'ora e mezza
di auto dalla capitale. La nuova parrocchia di Cornelio comprende 5 cappelle, 4 delle quali distano anche
un'ora di macchina dalla casa parrocchiale. I sentieri sono tutti sterrati e il passaggio dell'auto alza
una polvere sottile che penetra ovunque... Padre Cornelio è incaricato di 5 messe il sabato e
6 la domenica. Siamo molto contenti perché lo vediamo felice; la gente del posto, principalmente
campesinos (contadini), l'ha accolto molto bene, è gente umile e lui si sente in un ambiente
familiare. La casa che gli è stata assegnata era abbandonata da anni: ora lui si sta dedicando
anche alla pulizia e alla tinteggiatura. Con la nostra donazione realizzeranno l'impianto elettrico e idraulico
che ora sono fatiscenti.
Nel pomeriggio del 23 settembre ci siamo trasferiti a San Mateo di Manta. Siamo stati accolti come gli
anni precedenti nella casa con Mauro e Maria (volontari che da anni vivono in Ecuador), nella urbanización
Jome. Abbiamo conosciuto
una volontaria di 21 anni di nome Marta che ci ha accompagnati nelle prime visite ai malati. Abbiamo già
fatto un pomeriggio di attività motoria con i disabili ma ci impegneremo prevalentemente nell'attività
motoria con i pazienti diabetici che sono qui più di cento! Abbiamo programmato la nostra attività
con loro ogni mattina dal martedì al venerdì. Purtroppo qui a San Mateo non c'è più
il servizio internet ma speriamo lo stesso di potervi dare presto altre notizie.
A presto,
Luisa e Renzo.
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data aggiornamento: 18 settembre 2009
ora: 11.14 circa
Un saluto dall'aeroporto di Madrid: siamo in attesa del volo per Quito. Le nostre 4 enormi valigie (cariche
di tutto l'occorrente per la missione) sono passate senza problemi all'aeroporto di Bologna.
Ora ci aspetta la traversata dell'oceano e finalmente vedremo padre Cornelio e la sua nuova parrochia
a Puellaro... poi l'organizzazione della missione medica prima di andare a San Mateo di Manta.
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